Siamo davvero informati?

Friedhelm König

Forse pensi di sì, e può darsi che tu abbia ragione poiché nella storia dell'umanità non v'è mai stata generazione che abbia avuto a disposizione tante informazioni come la nostra. Non per niente un libro dei nostri giorni, ben conosciuto, è stato intitolato: "La società informata".

La radio e la stampa forniscono senza sosta informazioni di ogni genere. E nel campo della tecnica e della scienza i computers memorizzano un immenso materiale di dati utilizzabili in ogni momento al solo premere di un tasto.

L'uomo moderno è aggiornato. È al corrente di macchine, di sport, di politica, di salute e di mille altre cose. L'uomo sa molto. Però non è felice. Anzi, mai come oggi soffre di solitudine, di paura, di disperazione; è la prova che l'uomo non è realmente ben informato.

Sai che cosa gli manca? Gli mancano informazioni giuste che gli dicano la verità con chiarezza.

Informazione n.1

Se ti facessero questa domanda: «Dove porta il cammino della tua vita?» - La risposta giusta sarebbe: Senza il Signore Gesù Cristo porta ad una meta fatale.

Questa è un'informazione importante. Molti la troveranno inaudita, eppure è la verità. Perché? Perché si trova nella Parola di Dio. La Bibbia dice che nessun uomo nel suo stato naturale può sussistere alla presenza di Dio. Ma dice anche che Dio ha offerto all'uomo la salvezza per mezzo di Gesù Cristo; e questa salvezza la offre ancora oggi. Se sarà offerta anche domani, non si sa. Ma di tutti coloro che non ubbidiscono all'evangelo del nostro Signore Gesù è detto con grande serietà che «porteranno la pena di una perdizione eterna» (Seconda Epistola ai Tessalonicesi 1:8-9).

Tu potresti obiettare: «Cosa significa perdizione eterna? Io non credo all'eternità; per me tutto finisce con la morte.» Ma non è così; Dio dice chiaramente nella sua Parola che tutti risusciteranno. Tu dirai: «Ho cercato di soddisfare i miei desideri in questo mondo in tutti i modi, onesti o no, e devo ammettere che non vi sono riuscito. Ammetto anche d'essere colpevole. Ma, comunque sia, non mi interessa risuscitare.» Il fatto che tu non voglia risuscitare è la prova che in te c'è l'idea che esiste un'eternità e un giudizio. Ma, qualunque sia la tua convinzione, una cosa è certa: Dio non chiederà all'uomo il suo parere. Tu risusciterai comunque! L'Iddio Santo ti comunica per mezzo della sua Parola che è stabilito che «gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio» (Epistola agli Ebrei 9:27).

Tu puoi benissimo disporre di come si dovrà svolgere il tuo funerale; puoi anche decidere che il tuo corpo dopo la morte venga arso. Ma non sfuggirai a Dio e al suo giudizio. Il giudizio Dio l'ha dato al Suo Figliuolo, a Lui che su questa terra è stato inchiodato sul legno infamante della croce. La Bibbia dice che Dio «gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell'uomo. Non vi maravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori.» (Evangelo di Giovanni 5:27-29). Tutti ne verranno fuori, anche tu. Risusciteranno sia quelli sepolti sia quelli cremati; anche quelli inghiottiti dal mare. Tutti.

Se hai una Bibbia o un Nuovo Testamento, leggi nel libro dell'Apocalisse capitolo 20, versetti 11 a 15. Quelle parole sono vere, assolutamente vere. Possa il brano che segue esserti d'aiuto: «Ed Egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare ch'Egli (il Signore Gesù) è quello che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti. Di Lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome» (Atti degli Apostoli 10:42-43).

Questo non lo capisco

Lo so; tu hai molte domande piene di "se" e di "ma". Tu dirai: «Parola di Dio, Gesù, giudizio, risurrezione. tutto questo non lo credo, non lo capisco; anzi ritengo che sia esagerato o addirittura una pazzia.»

Il tuo ragionamento è naturale. La Bibbia conferma la tua reazione, dicendo: «Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli son pazzia.» (Prima Epistola ai Corinzi 2:14); e un altro passo dice: «Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siamo sulla via della salvezza è la potenza di Dio» (Prima Epistola ai Corinzi 1:18).

Come per un cieco il fatto di non poter vedere è la prova della sua cecità, così il tuo non poter comprendere, o il tuo non voler comprendere, è la prova della tua perdizione. È una grave realtà. Dio non inganna. La sua Santa Parola parla in modo chiaro.

Buoni e cattivi

Sono tutti perduti. Non solo i ladri e gli assassini, ma anche quelli che pensano di non far male a nessuno e che, anzi,  si sforzano di fare il bene. Tutti quanti sono peccatori. Tutti, senza eccezione. Non si deve aver svaligiato una banca o tradito la moglie o il marito. Ogni uomo nel suo stato naturale, vale a dire non rigenerato dalla fede in Cristo, è perduto. Ma qualcuno dirà: Come si può fare una tale asserzione? Gli uomini sono diversi, vi sono i buoni e i cattivi. Ve ne sono di molto cattivi e di meno cattivi; di molto buoni e di meno buoni; ciò si constata nella vita di ogni giorno, e non vedere queste differenze significherebbe essere ciechi di fronte alla realtà. Vi sono degli egoisti, ma vi sono anche di quelli che si sacrificano per altri e che sono sempre pronti ad aiutare e a fare il bene. Chi potrebbe negarlo?

È vero. Tale è l'uomo come lo vediamo noi; ma la nostra vista è offuscata, offuscata dalla nebbia di un mondo completamente corrotto. E questa nebbia s'estende sulla nostra mente come una coltre inquinata sulla pianura. Ma, guardando dall'alto, con lo sguardo di Dio, le cose sono diverse, completamente diverse. E ciò che conta è quello che Dio vede. Egli dice: «Tutti quanti si sono corrotti, non v'è alcuno che faccia il bene, neppure uno» (Salmo 53:3). E poi: «Poiché non v'è distinzione, difatti tutti hanno peccato.» (Epistola ai Romani 3:23).

Queste parole «tutti hanno peccato» non vogliono soltanto dire che anche i migliori hanno dei difetti, ma che agli occhi di Dio tutti hanno delle colpe e finiranno sotto il suo giudizio e la sua condanna.

In Samaria vi era una fonte, chiamata il pozzo di Giacobbe. Il calore del mezzogiorno rendeva il luogo solitario; ma ecco che il Signore Gesù si ferma presso quel pozzo, e vede arrivare una donna di dubbia moralità e disprezzata da tutti. Ella, consapevole del suo cattivo stato morale, veniva ad attingere l'acqua in quell'ora deserta per non essere vista dagli altri; ma il Signore Gesù è lì ad attenderla. Egli era venuto «per cercare e salvare ciò ch'era perito» (Evangelo di Luca 19:10). Il Signore si occupa di lei. Sì, è per lei che aveva fatto quel cammino faticoso. Che cosa ha da dirle? «Se tu conoscessi il dono di Dio.» (Evangelo di Giovanni 4:10). Questo è il suo linguaggio. Poi attira la sua attenzione su ciò di cui ha di bisogno, cioè un cambiamento radicale. Ha bisogno del «dono di Dio», del Signore Gesù stesso che è la vita.

Un'altra scena. Di notte, un professore di teologia, membro d'un tribunale ecclesiastico, si mette in cammino per andare dal Signore Gesù. È un uomo stimato da tutti, molto istruito e sempre pronto ad aiutare. Comportandosi in modo corretto gode di una buona reputazione. Il cammino che intraprende è molto importante; perché non c'è niente di più importante che andare dal Signore Gesù. Che cosa gli dice il Signore? «Se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio» (Evangelo di Giovanni 3:3). Quando si tratta del regno di Dio, tutte le virtù morali e intellettuali, i titoli academici, la stima degli uomini, non contano nulla. Perciò il Signore attira l'attenzione di quell'uomo su ciò di cui ha di bisogno. Una nuova nascita, un capovolgimento radicale, una natura completamente nuova, la vera vita che proviene dalla fede nel Signore Gesù.

"Buoni" e "cattivi", tutti hanno bisogno di Lui. Senza di Lui sono perduti; lo dice chiaramente la Parola di Dio.

Immaginiamo due persone che salgono in treno. Prendono posto e, mentre uno si mette a leggere il giornale, l'altro non fa che dire delle indecenti buffonate. Arriva il controllore il quale, dopo aver esaminato i loro biglietti, deve dire a tutti e due che si trovano sul treno sbagliato! Stanno viaggiando nella direzione opposta; tutti e due, sia quello interessato alla lettura del giornale, sia quello delle buffonate, diremmo il "buono" e il "cattivo". Questo è ciò che dice la Bibbia del peccato: è come correre nella direzione opposta, cioè sempre più lontano da Dio. In questo grande convoglio si trovano tutti gli uomini; lo dice Dio nella sua Parola.

Il peccato. Una parola sconosciuta?

Si direbbe di sì. Poiché negli ultimi tempi i termini "peccato" e "peccare" hanno subíto un cambiamento di significato nel linguaggio dell'uomo moderno. Oggi, per molte persone, questi due vocaboli non hanno più niente a che fare con le loro relazioni verso Dio.

Ma il peccato non è una bagattella. Peccato significa essere separati da Dio con la conseguenza di un'eterna perdizione. Il peccato è come una valanga che all'inizio è poco appariscente, ma in poco tempo raggiunge una potenza disastrosa. È come un animale feroce che sta in agguato per aventarsi su di noi.

Il peccato c'è. Non solo ogni omicidio è peccato, ma anche ogni bugia, ogni mezza verità, ogni sguardo cattivo, ogni ipocrisia. Il peccato era presente quando Caino uccise suo fratello, ed è altrettanto presente in ogni guerra. Si trova in tutti gli imbrogli commerciali, nel perdere il controllo di sé, sia a casa che sul lavoro, in ogni furto come anche nel commettere adulterio, sia pure col pensiero.

Tu stesso ne avrai già fatto l'esperienza: il peccato non è una parola sconosciuta; anzi, è una realtà spaventosa. I giornali ne parlano continuamente: droga, fame, morte, violenza, atrocità d'ogni genere. E tutti devono fare l'amara esperienza che nella loro vita il peccato è presente!

Dio che è santo aveva dato all'uomo una legge morale perfetta: i suoi comandamenti. Probabilmente tu li conosci, e forse dirai: «Non ho mai rubato e non ho ucciso nessuno.» Può darsi. Ma puoi pretendere di non aver mai detto una bugia o una mezza verità, cose che agli occhi di Dio sono altrettanto gravi? E qual è il tuo atteggiamento riguardo al primo comandamento: «Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua»? E al secondo, simile ad esso: «Ama il tuo prossimo come te stesso»? (Evangelo di Matteo 22:37-39).

Solo alla luce della Parola di Dio ognuno può riconoscere il proprio stato. È detto nell'Epistola di Giacomo 2:10: «Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge e avrà fallito in un solo punto, si rende colpevole su tutti i punti.» Questo è molto serio. È come una catena a dieci maglie; basta che una sola maglia si spezzi per causare gravi conseguenze.

Dio dice le cose come sono; non fa complimenti. Non ha motivo di farne. Nel suo amore mostra quello che siamo noi, e quello che Egli stesso è. I suoi diritti riguardo all'uomo sono chiari e immutabili. In una gara su un percorso di 100 m. bisogna correre 100 m. e non 99. Chi non si attiene alle regole, è squalificato. Il peccatore che non si ravvede e non accetta il Signore Gesù come proprio Salvatore, è perduto, eternamente perduto; porterà «la pena di una perdizione eterna» (Seconda Epistola ai Tessalonicesi 1:9). Però oggi ancora il Dio d'amore ci offre il suo dono grandioso: ogni peccatore può essere perdonato grazie alla fede nel sacrificio alla croce del suo Figlio Gesù Cristo!

Informazione n. 2

È necessario rientrare in se stessi!

Un grave pericolo nel nostro tempo è che Satana, il grande nemico di Dio e degli uomini, adopera tutti i mezzi perché l'uomo non rifletta e non abbia il tempo di farlo. Tu lo sai bene; quante preoccupazioni e agitazioni sul lavoro, nella famiglia, a scuola! E che dire poi del "tempo libero"? Troppi impegni, divertimenti, distrazioni. A casa e fuori casa si corre come su un mezzo in continuo movimento. Ma che fare? Bisogna fermare questo mezzo e ritirarsi in disparte per poter riflettere sulla propria vita presente e passata; ma è anche indispensabile pensare al futuro. Dove porta la tua vita? Ecco la risposta secondo la Bibbia: «Larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entrano per essa» (Evangelo di Matteo 7:13). Che avvenire terribile! Forse cercherai di attribuire la colpa ai tuoi simili, alle diverse circostanze, o persino a Dio. Invece è importante che tu riconosca le tue colpe.

Potrai imparare da quanto è detto del figlio prodigo, quel figlio di padre ricco che dopo aver abbandonato la casa paterna, si è ridotto nella più squallida miseria. Di lui leggiamo nell'Evangelo di Luca (15:17-18) che «rientrato in sé, disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui muoio di fame! Io mi leverò e me n'andrò a mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te.»

Il primo passo per un ravvedimento secondo il pensiero di Dio è rientrare in se stessi, fermarsi, riconoscere le proprie colpe e far parlare la propria coscienza. «Ravvedetevi dunque e convertitevi!» (Atti degli Apostoli 3:19). Per essere ben chiari: Il ravvedimento secondo la Bibbia non vuol dire fare delle penitenze o delle buone opere per guadagnarsi il cielo. Il vero ravvedimento è riconoscere il proprio fallimento davanti a Dio. Il profeta Isaia scriveva: «Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Dalla pianta del piede fino alla testa non v'è nulla di sano in esso» (Isaia 1:5-6). Ecco la nostra radiografia alla luce della Sacra Scrittura.

Il vero ravvedimento è la scoperta che la mia vita è stata una vita di menzogna e di ribellione a Dio. Se la metto davanti alla luce divina, che evidenzia anche i pensieri più nascosti, sono preso da spavento e da una tristezza salutare. «Poiché, la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che mena alla salvezza» (Seconda Epistola ai Corinzi 7:10).

Così è avvenuto al figliuol prodigo della parabola (Vangelo di Luca cap. 15) il quale, dopo essere rientrato in sé, avendo riconosciuto le sue colpe e i suoi errori, disse: «Io mi leverò e me n'andrò a mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te.» Questa sua intenzione non la rimandò a più tardi, ma la realizzò subito. «Egli dunque si levò.» Prima è rientrato in sé, poi ha confessato i suoi peccati. Non dev'essere stato facile!

Molti hanno iniziato bene ma poi si sono fermati. Erano stati risvegliati, colpiti dalla Parola di Dio. Erano giunti a riconoscere il loro stato di perdizione, ma non sono andati oltre. Le distrazioni di questo mondo e le cattive influenze li hanno spinti sempre di più nella via larga che porta alla perdizione.

Forse tu dirai: «Vorrei ravvedermi e cambiare vita; ma cosa diranno gli altri? Rideranno di me, se non seguo più la vecchia via.» Anche il governatore Pilato sapeva benissimo che Gesù era innocente; inoltre la moglie lo aveva fatto avvertire: «Non aver nulla a che fare con questo giusto» (Evangelo di Matteo 27:19). Pilato aveva l'intenzione di liberare il Signore; ma rimase soltanto un'intenzione. Poiché tutti gridavano: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare» (Evangelo di Giovanni 19:12), egli liberò loro Barabba, un omicida famigerato, e fece crocifiggere Gesù!

Anche oggi è la stessa cosa. Tutti quelli che tengono conto dei loro amici e dei loro parenti restano a metà strada, e saranno perduti per l'eternità. Nel libro dell'Apocalisse 21:8 c'è l'elenco di quelli che andranno in perdizione eterna; e fra tutti i codardi sono nominati per primi. Perciò, coraggio, caro lettore! Quando dovrai rendere conto di te stesso a Dio, tutti i tuoi amici, conoscenti e parenti non potranno esserti di aiuto; anzi, se non si ravvedono, anch'essi incontreranno lo stesso giudizio.

Bisogna dunque prendere sul serio l'ordine divino di ravvedersi. Il figliuol prodigo si levò. Si levò subito senza dei "ma" e dei "se". Quanti hanno rimandato questa decisione e poi. era troppo tardi! «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori» (Epistola agli Ebrei 4:7). Oggi! Questa è la chiamata nel tempo della grazia. Non devi aspettare domani. La vita non è in nostro potere. Ogni giorno molti di coloro che pensavano di aver davanti a sé una lunga vita, vengono falciati improvvisamente dalla morte, per malattia o incidenti. Non rimandare la tua decisione!

Dio ti viene incontro

Dio conosce i tuoi pensieri. Se la tua decisione è sincera, Egli ti viene incontro, proprio come il padre fece col figliuol prodigo, poiché Dio desidera solo il bene della sua creatura. «Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvage! E perché morreste voi?» (Ezechiele 33:11).

Ma come ti viene incontro? In amore e bontà, mostrandoti il mezzo di salvezza: il suo diletto Figlio, il Signore Gesù, colui che morì sulla croce del Golgota, spargendo il suo sangue anche per te. Dio, che è santo, non poteva permettere che dei peccati non fossero espiati; e perciò trovò un mezzo. «Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.» (Evangelo di Giovanni 3:16). Grandi e degni di adorazione sono l'amore e la grazia di Dio!

Dio ha dato il suo unigenito Figliuolo per le tue e per le mie colpe. E Lui, il nostro amato Salvatore, divenne il vero agnello di Dio, ubbidiente e santo. Non si trasse indietro dal giudizio e dalla morte. «Erano le nostre malattie ch'Egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s'era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio ed umiliato! Ma Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su Lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognuno di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cadere su Lui l'iniquità di noi tutti» (Isaia 53:4-6).

Il Signore Gesù, per mezzo del quale tutte le cose sono state create nei cieli e sulla terra, lasciò che uomini peccatori gli mettessero sul capo una corona di spine e gli trafiggessero con dei chiodi le mani e i piedi. Il Signore ha subìto lo scherno e l'odio implacabili da parte degli uomini; e poi, nelle tre ore di tenebre, Dio ha distolto il suo sguardo da Lui, e lo ha persino abbandonato. Perché? Perché Egli ha preso su di sé il castigo che tu ed io avremmo meritato! Fermati e rifletti su ciò che avvenne sul Golgota. Leggi con riverenza il capitolo 27 dell'Evangelo di Matteo e il Salmo 22. Il piano di Dio per la tua salvezza si è adempiuto alla croce in modo meraviglioso.

«Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l'ha fatto esser peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in Lui» (Seconda Epistola ai Corinzi 5:20-21).

Graziato dall'autorita` suprema

È possibile la salvezza? È possibile essere graziato? Certamente. Dio, nella sua santità, ti mostra il tuo stato di peccato e di colpa, la cui conseguenza è la perdizione. Però, nel suo amore, ti offre il Salvatore: il Signore Gesù. «In nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati» (Atti degli Apostoli 4:12). Il Signore Gesù dice di sé: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me» (Evangelo di Giovanni 14:6). Solo in Lui si trovano pace, gioia e felicità per il tempo presente e per l'eternità. Solo in Lui vi è vita, vita in abbondanza. Egli dice: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano ad esuberanza» (Evangelo di Giovanni 10:10).

Cosa succederà se tu vai dal Signore Gesù veramente pentito e accettando con una fede semplice la sua opera di redenzione? Sarai da Lui accettato? Sì, perché Egli stesso ha detto: «Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori.» (Evangelo di Giovanni 6:37). Per mezzo di questa fede sei giustificato e diventi un figliuolo di Dio.

Ma cosa vuol dire credere? Credere vuol dire prendere Dio in parola e ubbidirgli. Facciamo un esempio: Un giorno Napoleone passò in rivista l'esercito; ad un tratto, il suo cavallo divenne ombroso e si mise a correre, mettendo l'imperatore in grave pericolo. Un soldato semplice, rendendosi conto della situazione, si fece avanti coraggiosamente e, afferrando il cavallo con tutta la sua forza, riuscì a fermarlo e a calmarlo. Napoleone, allora, disse a quell'uomo queste poche, ma chiare parole: «Grazie, Signor capitano!» Cosa fece il soldato? Prese l'imperatore in parola. Gli credette e gli ubbidì. Senza perdere tempo si schierò fra gli ufficiali. Non era più un soldato semplice. Nessuno aveva da reclamare o da dubitare. L'imperatore stesso gli aveva dato il grado di capitano. Questo significa aver fede. Prendi anche tu Dio in parola!

Ma c'è ancora una cosa molto importante: Il Signore Gesù non solo è morto, ma è anche risuscitato corporalmente. La risurrezione di Gesù Cristo è il sigillo sul pieno valore della sua opera di redenzione. Dio ha accettato il suo sacrificio e lo ha innalzato, dandogli un nome che è al di sopra d'ogni nome. Tutti coloro che credono in Lui sono perdonati e giustificati. «Gesù Cristo è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione» (Epistola ai Romani 4:25). Questo è un motivo di riconoscenza, di gioia e di santa adorazione. Ma anche nel cielo vi è gioia per ognuno che si ravvede e accetta il Signore Gesù come suo Salvatore. Leggiamo nell'Evangelo di Luca 15:10: «Così, vi dico, v'è allegrezza dinanzi agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede.»

Pensa: mentre milioni di persone, davanti alla televisione, seguono affascinati un banale avvenimento sportivo, il cielo è in festa per un solo peccatore che illuminato dalla Parola di Dio rientra in se stesso, sparge lagrime di un vero ravvedimento, e cerca rifugio nell'unico Salvatore. Quanto è preziosa l'armonia fra un cuore consapevole della propria perdizione e bramoso di perdono e di pace, e un Salvatore pronto a donare perdono, pace, vita eterna!

Vieni a Gesù oggi stesso! «Ovvero, sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti spinge al ravvedimento?» (Epistola ai Romani 2:4).

Non disprezzare il dono di Dio! La Parola di Dio dice: «Io prendo oggi a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva!» (Deuteronomio 30:19).

Nessuno potrà dire: Non lo sapevo!

Nessuno deve domandarsi: Perché il giudizio?

Ognuno è posto davanti ad una scelta: o il Signore Gesù o il mondo; o la vita eterna o un'eternità di tormenti.

Informazione n. 3

Cosa ne sara` da ora in avanti?

Incomincia un nuovo capitolo. È come voltare pagina. Dio vuole iniziare in te un'opera nuova. Se tu hai ubbidito all'ordine divino, e hai confessato i tuoi peccati, allora potrai appropriarti, per la fede, di tutti i gloriosi risultati dell'opera di redenzione che Cristo Gesù ha compiuto alla croce. Puoi essere certo della salvezza.

Ecco, le cose vecchie sono passate; ha avuto inizio una cosa del tutto nuova: la tua nuova vita per mezzo del Signore, col Signore, e per il Signore. Non un pò di vita, ma molta vita, una vita piena, abbondante, eterna. Le pagine che seguono vogliono esserti d'aiuto nel cammino che avrai da percorrere seguendo le orme del tuo Signore e Salvatore.

Ogni vita naturale inizia con la nascita; la data di nascita è registrata all'ufficio dell'anagrafe. Anche la vita spirituale inizia con la nascita, la nuova nascita;  chiunque è nato di nuovo è scritto nel libro della vita. Infatti in Luca 10:20 leggiamo: «Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.»

Come per la vita naturale si nasce una sola volta, così è anche per la vita spirituale: si nasce una volta per tutte.

Molti pensano che riceveranno la vita eterna solo quando compariranno davanti a Dio nell'eternità. Ma questo non corrisponde a verità. Chi non possiede la vita già sulla terra, non la riceverà mai in cielo. Nella Parola di Dio è detto chiaramente che «chiunque crede in Lui ha vita eterna» (Evangelo di Giovanni 3:16). «In verità, in verità, io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita» (Evangelo di Giovanni 5:24). «Chi crede nel Figlio (di Dio), ha vita eterna.» (Evangelo di Giovanni 3:36). «Io v'ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio» (Prima Epistola di Giovanni 5:13).

Segni di vita

Cosa fa un bimbo appena nato? Piange, e per la sua mamma non vi è niente di più bello che sentirlo piangere, perché è la prova che respira, che vi è vita in lui.

È lo stesso per il nuovo convertito, cioè per colui ch'è nato da Dio. «Infatti col cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati» (Epistola ai Romani 10:10). I tuoi contemporanei devono accorgersi di questa tua nuova vita. I tuoi peccati sono perdonati e il tuo passato è ormai in regola davanti a Dio. Che gioia poter camminare insieme al Vincitore del Golgota verso una meta gloriosa! E quanti motivi ci sono per parlarne agli altri! Parlane prima ai tuoi famigliari e ai tuoi amici, verso i quali hai il dovere di farlo, tenendo conto delle relazioni che hai con loro. Una testimonianza franca ti porterà a rompere i vecchi rapporti col mondo, poiché la luce e le tenebre non hanno nulla in comune. «Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove» (Seconda Epistola ai Corinzi 5:17). Ma questo tuo nuovo atteggiamento susciterà stupore negli altri, e anche derisione. Ma la Parola di Dio dice: «Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! Perché lo spirito di gloria, lo spirito di Dio riposa su voi» (Prima Epistola di Pietro 4:14).

Respirare all'aria pura

L'aria è fondamentale per la vita dell'uomo. Se ci venisse a mancare, sia pure per breve tempo, soffocheremmo. La preghiera è stata paragonata alla respirazione. Ciò che l'aria è per i polmoni, la preghiera lo è per l'anima. Ma la preghiera non è qualcosa d'imparato a memoria; pregare vuol dire parlare con Dio, e si può fare ovunque e in ogni tempo, a casa, nella propria camera o durante il lavoro.

Se Dio è tuo Padre, come non potresti dirgli tutto ciò che hai nel cuore, tutte le preoccupazioni e tutto ciò che ti turba? La Bibbia ci invita a farlo: «Gettando su Lui ogni vostra sollecitudine, perch'Egli ha cura di voi» (Prima Epistola di Pietro 5:7). «Siate sempre allegri, non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi» (Prima Epistola ai Tessalonicesi 5:16-18). Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli «che dovevano del continuo pregare e non stancarsi» (Evangelo di Luca 18:1). «Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione» (Evangelo di Matteo 26:41). Essendo oggi le tentazioni più che mai forti, la preghiera è di somma importanza. Perciò non trascurare di pregare. Prega regolarmente, con fiducia infantile, e allora potrai sperimentare la potenza di Dio nella tua vita. Che non sia di noi come di quelli di cui scrive Giacomo nella sua epistola: «Non avete perché non domandate.» (Giacomo 4:2).

Nutrimento

Siamo abituati a consumare i nostri pasti con una certa regolarità; se ne saltiamo uno, il nostro stomaco reclama. Se tu lavorassi mezza giornata senza far colazione, e poi rinunciassi anche al pranzo, con quale appetito ti metteresti a tavola la sera! Ma che delusione se non vi fosse nulla per cena! Continuando così moriresti di fame.

È la stessa cosa per "l'uomo nuovo". Se non riceve nutrimento, deperisce. Ecco perché in tanti credenti, benché siano nati di nuovo, non si vede praticamente nulla della nuova vita. Il nutrimento per l'uomo nuovo è la Parola di Dio. Anche degli scritti o dei cantici fondati sulla Bibbia sono utili per la crescita. È dunque importante leggere regolarmente la Sacra Scrittura. Ma come leggerla? Prima di incominciare, chiedi al Signore di farti comprendere la sua Parola. Poi leggi, chiedendoti sempre: Che cosa ha da dire a me questo passo? Tieni presente che nessuno può mettersi al di sopra della Bibbia, poiché essa è ispirata da Dio dal primo all'ultimo versetto. Delle ricchezze immense sono a tua disposizione; te ne devi appropriare personalmente.

Anche libretti di meditazioni quotidiane e mensili per credenti sono di grande aiuto per la crescita spirituale.

La crescita è molto importante. I bambini sono una gioia, ma se non crescessero ci sarebbe da preoccuparsi. Anche il "nato di nuovo" deve crescere, manifestando sempre più piacere nella lettura della Parola di Dio; deve poter dire come il salmista: «Io mi rallegro della tua Parola, come uno che trova grandi spoglie» (Salmo 119:162). «La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero» (Salmo 119:105). Ma non basta leggere; la Parola di Dio va messa in pratica. Il Signore diceva: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola» (Evangelo di Giovanni 14:23). «La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali» (Epistola ai Colossesi 3:16).

Forse ti chiederai: Devo allora rinunciare al mio vecchio nutrimento, la letteratura mondana, il cinema, i divertimenti? Tu stesso farai l'esperienza che l'uomo nuovo ha altri gusti e che il vecchio nutrimento ha perso per lui ogni sapore.

Movimento

Per lo sviluppo normale di un bambino è anche necessario il movimento. Se restasse immobile a letto, i suoi muscoli non sarebbero più in grado di esercitare le loro funzioni normali. Il movimento fa parte della vita. Non senza ragione oggi si cerca di fare ginnastica e sport per compensare i disturbi che la vita sedentaria procura all'uomo moderno.

Se per il nostro corpo naturale muoversi è importante, tanto più lo è per la nuova vita col Signore Gesù; movimento è mettersi al servizio del Divino Maestro. Egli desidera che tu non viva più solo per te stesso, ma per Lui. Chiedigli in preghiera di mostrarti dei servizi da fare e vedrai che potrai muoverti largamente, servendo il Signore. Quanti malati aspettano una visita, quante persone isolate hanno bisogno d'aiuto e d'affetto, quanti seguono la via larga che li conduce alla perdizione e hanno bisogno della tua testimonianza di fede!

Non tutti possono essere degli evangelisti, dotati per parlare del Vangelo a un grande uditorio, ma ognuno è chiamato a testimoniare del Signore Gesù a delle singole persone e a pregare per loro. Un buon servizio è anche quello di distribuire opuscoli per divulgare l'evangelo della grazia. In molti casi, questo darà uno spunto per iniziare a parlare del Salvatore. Persino Voltaire, il libero pensatore francese, aveva paura dei piccoli foglietti; e disse: «Venti volumi non riusciranno mai a far scoppiare una rivoluzione, però i piccoli foglietti sono da temere.» Dei cristiani viventi che diffondono sani scritti evangelici costituiscono un'enorme potenza missionaria.

Noi tutti siamo propensi ad accontentarci delle benedizioni dell'evangelo e di un'eredità nel cielo, però la Parola di Dio dice «che quelli che vivono (cioè che hanno ricevuto la vita eterna mediante il ravvedimento e la fede) non vivano più per loro stessi, ma per Colui che è morto e risuscitato per loro» (Seconda Epistola ai Corinzi 5:15).

Vorremmo incoraggiarti e stimolarti a servire il tuo Signore e Salvatore, perché «l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori» (Epistola ai Romani 5:5) e non in piccola misura! Perciò diciamo col salmista: «Servite l'Eterno con gioia» (Salmo 100:2). Non dobbiamo essere avari nel nostro servizio per il Signore, poiché «chi semina scarsamente, mieterà altresì scarsamente; e chi semina liberalmente, mieterà altresì liberalmente» (Seconda Epistola ai Corinzi 9:6).

Rapporti di comunione fraterna

È da compiangere chi non ha una famiglia. Ma quanta gente, pur avendola, si sente sola perché manca l'amore, la comprensione, il calore, cose necessarie per sentirsi a proprio agio ed essere felici.

Tramite la nuova nascita tu sei diventato un figlio di Dio, un membro del corpo di Cristo, e fai parte della sua chiesa. Vi sono molte chiese organizzate e comunità cristiane, ma la vera Chiesa è una sola; è il "corpo di Cristo" sulla terra. Tutti i "nati di nuovo", i veri credenti in Cristo, i riscattati del Signore, vi fanno parte; gli altri, pur chiamandosi cristiani ed essendo membri di una qualche chiesa, non sono membri del corpo di Cristo. Ecco la differenza fondamentale. Solo i "nati di nuovo" sono scritti nel libro della vita che è nelle mani di Dio. «E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco» (Apocalisse 20:15).

Secondo la Parola di Dio vi sono solo due classi di persone: i salvati e i perduti. Tutti i nati di nuovo sono membri della Chiesa di Dio, sparsa in tutto il mondo. Essi sono stati chiamati ad uscire dal mondo per costituire un unico grande "radunamento" di cui Cristo è il capo. Questo è il significato originale della parola "chiesa" o "assemblea". I credenti hanno il privilegio di radunarsi nel nome del Signore Gesù che ha promesso: «Dovunque due o tre son radunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro» (Evangelo di Matteo 18:20).

Per il tuo sviluppo spirituale hai bisogno anche tu della comunione con altri credenti. Un cristiano che voglia rimanere isolato non ubbidisce in questo alla Parola di Dio. I primi cristiani «erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere» (Atti degli Apostoli 2:42). Quale testimonianza ha reso ai loro contemporanei l'unità di quei primi cristiani!

Che differenza però coi nostri giorni! Abbiamo ben motivo di umiliarci. A causa della disubbidienza agli insegnamenti della Parola di Dio sono venute a formarsi molte denominazioni, grandi e piccole. Dappertutto si trova del settarismo. Oggi più che mai si verifica quello che a suo tempo l'apostolo Paolo non voleva che avvenisse, quando poneva questa domanda: «Cristo, è Egli diviso?» (Prima Epistola ai Corinzi 1:13).

Tuttavia, Dio apprezza tutti quelli che cercano di ubbidire alla sua Parola radunandosi solo nel nome del Signore Gesù, essendo separati da ogni sistema religioso e non attribuendosi altro nome che quello di "cristiani", poiché la Bibbia non ne conosce altri. «E fu in Antiochia che per la prima volta i discepoli furon chiamati cristiani» (Atti degli Apostoli 11:26). La guida dei cristiani deve essere solamente la Parola di Dio, e nei loro radunamenti deve avere tutta l'autorità solo il Signore Gesù.

Per essere più chiari: non è l'uomo che può creare l'unità fra i veri credenti. Come potrebbe farlo? Spesso si è tentato di farlo sotto il vessillo di denominazioni umane, finendo poi con l'associarsi a dei non credenti. Tutti gli sforzi umani sono vani. Dio non chiede né più né meno che l'ubbidienza alla sua Parola. Essa infatti ci dice che è Lui che ha creato l'unità del corpo del quale fanno parte tutti i credenti. Ed ecco la sua esortazione: «Studiandovi di conservare l'unità dello Spirito col vincolo della pace. V'è un corpo unico ed un unico Spirito» (Epistola agli Efesini 4:3-4). Leggi anche in particolare il capitolo 12 della prima Epistola ai Corinzi.

È necessario tenere presente che tutte le verità fondamentali della Sacra Scrittura sono semplici e chiare in modo da poter essere comprese anche da un bambino. Le verità del ravvedimento, della conversione e della salvezza sono facili da comprendere come pure la verità dell'unità di tutti i credenti. Ogni membro del "corpo di Cristo" deve essere sottomesso al capo del corpo, cioè a Cristo. Ma la propria volontà, che è disubbidienza al Signore, è la radice di tutte le divisioni quando il credente la lascia agire invece di dominarla e assoggettarla al volere di Cristo.

Cerca di trovare altri credenti che si radunano secondo i principi fondamentali della Sacra Scrittura; e se non dovessi trovarne, fanne un soggetto di preghiera perché il Signore ti mostri la via. La Bibbia viene letta in molti luoghi, però è importante discernere se là, dove andrai, essa viene riconosciuta quale Parola di Dio senza togliervi né aggiungervi nulla. Leggi Apocalisse 22, versetti 18 e 19. È necessario pregare continuamente per essere preservati da qualsiasi dubbio, e per non deviare dalla verità seguendo falsi insegnamenti.

Non guardare indietro

Non c'è da guardare indietro, alle cose lasciate. La vita col Signore Gesù è così piena e così bella che non si ha bisogno di altro. Il Signore Gesù diceva: «Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio» (Evangelo di Luca 9:62).

Il guardare indietro non rallegra, poiché abbiamo dietro a noi un passato deplorevole, peccaminoso, con delle gioie effimere che hanno lasciato un gusto amaro. La libertà che perseguivamo un tempo ci aveva portato alla schiavitù. È da questo che il Salvatore ci ha liberati!

Ma il nemico non mancherà di approfittare di certe occasioni per metterci davanti le cose vecchie. Egli ha tutto l'interesse di farci distogliere lo sguardo dal Signore e renderci incapaci per il Suo servizio. Egli sa che non può toglierci la salvezza né la vita eterna, però cerca di renderci inoperosi e infelici. Poiché un credente che guarda indietro non è felice.

Si può guardare indietro in due modi:

1. Lasciandosi prendere dal dubbio che i vecchi peccati non siano stati veramente perdonati. È un lavoro di Satana quello di rimettere davanti al credente i peccati che già sono stati perdonati dal Signore grazie al pentimento e la fede, e suscitare dubbi e timori. Ora, «chi dubita è simile a un'onda di mare agitata dal vento e spinta qua e là» (Epistola di Giacomo 1:6). Se delle vecchie sporcizie vengono nuovamente a galla, nel cuore vi sarà turbamento. Ed è quello che Satana vuole per togliere al credente la pace e distoglierlo dal Signore.

Come affrontare il dubbio? Non con i propri pensieri e le proprie energie, ma solo con le sicurezze che dà la Parola di Dio, che è la spada dello Spirito! Essa dice: «Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha Egli allontanato da noi le nostre trasgressioni» (Salmo 103:12). La distanza dal polo nord al polo sud si può misurare molto esattamente. Però il levante dal ponente non è possibile misurarlo. «Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola» (Isaia 44:22). Perciò, lascia stare il passato. I tuoi vecchi peccati sono stati lavati, una volta per sempre, dal sangue di Cristo.

2. Trovando di nuovo gusto per le cose di questo mondo che avevamo abbandonate. Se così è, saremo infelici, poiché il Signore Gesù dice chiaramente: «Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l'uno ed amerà l'altro, o si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio e a Mammona» (Evangelo di Matteo 6:24). Un altro passo esorta: «Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo. E il mondo passa via con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno» (Prima Epistola di Giovanni 2:15-17).

Quando un bambino fa i primi passi, non c'è da meravigliarsi se ogni tanto cade. Nello stesso modo può succedere che un credente cada in qualche peccato. Diventare figliuoli di Dio non vuol dire che non si peccherà mai più perché, finché c'è in noi questa natura umana, non raggiungeremo mai la perfezione. Ma il Signore Gesù non ha versato il suo sangue solo per i peccati che avevamo commessi nel passato, ma per tutti i nostri peccati. Cosa dobbiamo fare quando cadiamo in peccato? Non dobbiamo né nasconderlo né prenderlo alla leggera; dobbiamo subito umiliarcene e confessarlo a Dio. «Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità» (Prima Epistola di Giovanni 1:9).

Se a causa di qualche peccato la tua comunione col Signore è stata interrotta, non tardare a confessare la tua colpa al Signore. Fatto ciò, non sperare in esaltanti sensazioni, poiché il perdono non ha niente a che fare con i nostri sentimenti, ma è un fatto di fede. Abbi piena fiducia nella Parola di Dio, e allora pace e gioia entreranno nuovamente nel tuo cuore e nella tua vita.

Alza lo sguardo

Non guardare né a te stesso né agli altri! Guarda a Gesù, «duce e perfetto esempio di fede» (Epistola agli Ebrei 12:2). Questo è il segreto di una vita cristiana felice.

Ma non è tutto. Volgi a Lui lo sguardo e aspettalo, poiché deve tornare. Nelle Sacre Scritture è parlato molto della promessa del ritorno del Signore Gesù per prendere a Sé tutti i veri credenti, la sua Chiesa, e introdurli nel cielo, nella casa del Padre. Che privilegio dunque per il credente di poter aspettare il suo Signore!

Oggi viviamo in un tempo di turbamento e di grande confusione. Tutti hanno paura di ciò che potrà avvenire. La scienza, che avrebbe dovuto portare all'umanità sicurezza e felicità, si è dimostrata non solo impotente, ma anche controproducente, e persino micidiale. L'incredulità, la violenza, l'immoralità prendono sempre più piede nella nostra società.

Il tempo in cui viviamo è il tempo della fine di cui parla la Scrittura! Un segno molto chiaro è la rinascita del piccolo stato d'Israele. La sopravvivenza di questo popolo conferma che la Bibbia è la verità. Infatti, il Signore Gesù nei suoi ultimi trattenimenti ha preannunziato che Israele sarebbe stato disperso e che nei tempi della fine sarebbe ritornato; c'è una profezia nell'Evangelo di Marco 13:28-29, dove Israele viene paragonato a un fico: «Imparate dal fico questa similitudine: Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete avvenire queste cose, sappiate che Egli è vicino, alle porte.» Questi versetti sono appoggiati anche dal profeta Osea 9:10.

Dopo il ritorno del Signore per prendere la sua Chiesa, verranno nel mondo i terribili castighi di Dio: guerre, carestie, epidemie, terremoti. Poi Gesù Cristo verrà sulla terra a regnare per mille anni. Dopo tutto questo ci sarà la fine del nostro pianeta.

Ma noi non aspettiamo né i giudizi né la fine del mondo; noi aspettiamo il ritorno del Signore Gesù. Gesù stesso ha detto: «Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l'avrei detto; io vado a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v'avrò preparato un luogo, tornerò, e v'accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi» (Evangelo di Giovanni 14:2-3).  Il ritorno del Signore Gesù per prendere i credenti è anche descritto nella prima Epistola ai Corinzi 15:51-58 e nella prima Epistola ai Tessalonicesi 4:13-18.

La Bibbia ha persino predetto quello che gli schernitori avrebbero detto ai nostri giorni: «Negli ultimi giorni verranno degli schernitori coi loro scherni i quali si condurranno secondo le loro concupiscenze e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione» (Seconda Epistola di Pietro 3:3-4). Ma dietro lo scherno da parte del mondo, soprattutto del mondo religioso, e tanta spavalderia, si nasconde la paura. Per questi uomini il ritorno del Signore Gesù sarà un terribile evento perché subito dopo cadranno i giudizi finali. Hanno ragione di avere paura. Il credente invece ha il suo rifugio in Cristo e non ha da temere nessun giudizio.

Tutti noi credenti leviamo a Lui lo sguardo e aspettiamolo. Questo atteggiamento ci spingerà a usare il nostro tempo sulla terra per Lui, divulgando la Buona Novella della grazia di Dio affinché molti ancora si rifugino nel Signore Gesù e trovino in Lui salvezza e redenzione!

Friedhelm König

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